Bitcoin e tasse

In questo articolo cerchiamo di addentrarci nel controverso mondo della tassazione delle criptovalute (un mondo ancora inesplorato in gran parte dalla giurisprudenza italiana) e cerchiamo di rispondere alla fatidica domanda:

Ma io le tasse sui miei Bitcoin le devo pagare?

Nonostante l’epoca in cui viviamo ci permetta di reperire qualsiasi contenuto online, il nostro consiglio è sempre quello di rivolgersi al proprio commercialista (previa valutazione delle sue reali competenze) o comunque ad un professionista.

Trading e plusvalenze

Innanzitutto dobbiamo inquadrare in che modo stiamo svolgendo la nostra attività di trading all’interno dell’ordinamento giuridico.

Se svolgo l’attività di trading come imprenditore, all’interno di una società o un’attività imprenditoriale, dovrò necessariamente pagare le imposte secondo le ordinarie regole di tassazione.

Tuttavia la maggior parte di voi che starà leggendo questo articolo non rientra in tale categoria.

Probabilmente molti di voi svolgono la propria attività di trading come persone fisiche e perciò l’ordinamento giuridico prevede per voi un altro tipo di trattamento.

Risoluzione Ministeriale dell’Agenzia delle Entrate n. 72 del 02/09/2016

Ma vediamo nel dettaglio cosa ci dice l’Agenzia delle Entrate.

Di seguito il link alla Risoluzione Ministeriale n.72 del 16 Settembre 2016.

A pagina 7 l’Agenzia delle Entrate infatti scrive: “Per quanto riguarda, la tassazione ai fini delle imposte sul reddito dei clienti della Società, persone fisiche che detengono i bitcoin al di fuori dell’attività d’impresa, si ricorda che le operazioni a pronti (acquisti e vendite) di valuta non generano redditi imponibili mancando la finalità speculativa. La Società, pertanto, non è tenuta ad alcun adempimento come sostituto d’imposta.”

In sintesi l’Agenzia delle Entrate conferma che le criptovalute sono valute alternative, quindi le plusvalenze derivate dalla loro cessione non sono soggette a tassazione, e di conseguenza si applicheranno le regole di cui sopra, relativamente al superamento della soglia di 51000 euro per almeno 7 giorni consecutivi in un anno.